I Galaxy Buds4 Pro sono sul mercato da un mese e le opinioni online sono tutt’altro che unanimi.
Sui social e nei forum si alternano elogi entusiasti — “il miglior audio in questa fascia di prezzo” — e lamentele concrete come “ho restituito il mio paio per il rumore bianco”.
Due estremi che convivono nello stesso prodotto.
Con pareri così distanti, orientarsi non è facile. Proprio per questo abbiamo messo in fila i fatti.
Basandoci su dati d’uso reale e recensioni delle principali testate, abbiamo analizzato qualità audio, ANC, batteria e bug iniziali: tutto ciò che devi sapere prima di decidere.
ℹ️ Questo articolo contiene immagini informative basate sulle specifiche ufficiali e immagini concettuali generate dall’IA. Le immagini concettuali potrebbero differire dal prodotto reale.
📌 Riepilogo — per chi ha poco tempo
- Punto fermo → La qualità audio è ai vertici della categoria a questo prezzo, e il comfort di indossamento è il migliore mai raggiunto dalla serie Buds.
- Punto di forza probabile → L’ANC è nettamente migliorata rispetto alla generazione precedente e la modalità Suono ambientale risulta molto più naturale.
- Ancora da verificare → Sono emersi report su sbilanciamento ANC tra destro e sinistro, rumore bianco e consumo anomalo della batteria della custodia. L’autonomia resta inferiore rispetto ai concorrenti diretti.
- Con uno smartphone Samsung è un acquisto consigliato, senza serve cautela → La maggior parte delle funzioni avanzate è esclusiva dell’ecosistema Galaxy.
- 📌 Riepilogo — per chi ha poco tempo
- 1. Design e comfort — finalmente un'identità propria
- 2. Qualità audio — definirla la migliore in questa fascia non è un'esagerazione
- 3. ANC e Suono ambientale — un netto passo avanti, ma non ancora al vertice assoluto
- 4. Batteria — autonomia limitata, ma c'è una ragione precisa
- 5. L'ecosistema Samsung — se non hai un Galaxy, leggi con attenzione
- 6. Nuove funzioni — più utili del previsto
- 7. Dopo un mese dal lancio: i problemi iniziali
- 8. Vale la pena passare dai Buds3 Pro?
- 💡 FAQ
- ✨ Conclusione
1. Design e comfort — finalmente un’identità propria
Lo stem dei precedenti Buds3 Pro aveva una forma triangolare piuttosto spigolosa.
Con i Samsung Buds4 Pro il design cambia radicalmente: lo stem diventa una lamina metallica piatta e squadrata, con finitura in alluminio.
Il LED sullo stem è stato eliminato e la combinazione tra custodia trasparente e finiture metalliche ha convinto molti recensori: il risultato è un prodotto che si distingue nettamente dalla concorrenza e ha una personalità estetica propria.
Il comfort è l’aspetto che raccoglie i consensi più ampi in questa generazione.
Samsung ha ridisegnato la parte in-ear basandosi su oltre 100 milioni di scansioni auricolari, ottenendo un auricolare più piccolo e aderente. Il peso è di soli 5,1 g.
Mark Ellis Reviews li ha definiti tra gli auricolari più comodi mai provati, e nei forum le testimonianze si allineano: “non si muovono nemmeno correndo”, “in palestra sono stabilissimi”.
Gli eartip disponibili, però, sono solo tre taglie (S/M/L), il che può rendere difficile trovare la calzata perfetta per tutti.
Inoltre il problema di rottura degli eartip già segnalato sulla generazione precedente non sembra completamente risolto: su Reddit sono comparsi casi di gommini strappati durante la sostituzione.
Meglio maneggiarli con delicatezza.
☑️ Custodia trasparente: bella ma da proteggere
Anche la custodia di ricarica ha subito un restyling importante.
I Buds3 Pro si inserivano verticalmente dall’alto; i Galaxy Buds4 Pro adottano un formato a conchiglia con apertura frontale e coperchio trasparente, che permette di verificare a colpo d’occhio se gli auricolari sono al loro posto.
Il design è indiscutibilmente elegante, ma la praticità è un altro discorso.
SoundGuys ha segnalato che durante l’evento Unpacked il coperchio trasparente si è riempito di impronte e micrograffi in pochissimo tempo.
Headphonecheck ha aggiunto che l’apertura richiede uno sforzo eccessivo.
Di fatto, una cover protettiva in TPU o silicone diventa quasi un accessorio obbligato.
2. Qualità audio — definirla la migliore in questa fascia non è un’esagerazione
La configurazione dei driver è stata aggiornata.
Si tratta di un sistema a due vie: woofer dinamico da 11 mm (bassi) + tweeter planare magnetico da 5,4 mm (alti).
Rispetto alla generazione precedente (10 mm + 6,1 mm), l’area di vibrazione del woofer è cresciuta di circa il 20%.
Il tweeter è in realtà più piccolo, ma il bilanciamento complessivo risulta sensibilmente migliore.
La qualità audio è il punto su cui testate e utenti convergono con maggiore coerenza.
TechRadar ha scritto che il suono regge il confronto con auricolari a triplo driver pensati per gli audiofili.
Headphonecheck ha sottolineato bassi profondi e controllati, alti dettagliati senza affaticamento.
Il picco di sibilanza nella fascia 1–2 kHz che penalizzava la generazione precedente è stato corretto: le voci e gli strumenti risultano più morbidi, e l’ascolto prolungato diventa sensibilmente meno faticoso.
Anche le impressioni degli utenti su Reddit vanno nella stessa direzione: in modalità UHQ 96 kHz gli alti e i bassi risultano molto puliti, e il miglioramento rispetto ai Buds3 Pro è percepibile.
Il tono generale della community non parla di “rivoluzione”, ma di un suono più raffinato e più pulito.
Le possibilità di personalizzazione sono ampie.
Un equalizzatore a 9 bande permette regolazioni molto fini, con preset EQ già pronti all’uso.
L’Adaptive EQ analizza la forma dell’orecchio e ottimizza automaticamente la resa sonora.
Con One UI 8.5 o superiore è possibile anche salvare profili EQ diversi per ogni app: bassi enfatizzati per l’app musicale, voce più nitida per YouTube, toni neutri per i podcast.
Una funzione che chi ama personalizzare l’ascolto apprezzerà particolarmente.
☑️ Anche la qualità in chiamata ha fatto un salto avanti
Tre microfoni ad alto SNR e una VPU (un sensore che rileva le vibrazioni vocali) abilitano la funzione HD Voice.
Le testate collocano la qualità microfono ai vertici della categoria, paragonabile a quella degli AirPods Pro 3.
Se lavori da remoto o fai molte chiamate durante la giornata, la differenza si sente.
☑️ Codec SSC e assenza di LDAC: un’arma a doppio taglio
Per sfruttare al massimo la qualità audio serve uno smartphone Samsung.
Il codec SSC UHQ (24-bit/96 kHz) si attiva solo su Galaxy S23 e modelli successivi. Su dispositivi non Samsung si resta limitati ad AAC/SBC.
Secondo RecordingNOW la differenza percepibile tra SSC UHQ e AAC è nell’ordine del 5–10%, e un ascoltatore casual potrebbe non notarla.
Se però ascolti musica con attenzione e sei sensibile ai dettagli sonori, quel 5–10% si fa sentire, soprattutto nel dettaglio degli alti e nella sensazione di spazialità.
Con uno smartphone Samsung, vale la pena attivarlo.
L’audio UHQ è disattivato di default: vai in Impostazioni auricolari → Qualità audio ed effetti sonori → Opzioni audio avanzate per abilitarlo.
Il codec SSC UHQ migliora la qualità della trasmissione Bluetooth, quindi anche lo streaming standard beneficia di un suono leggermente più pulito.
Ma l’effetto si amplifica con file ad alta risoluzione come i FLAC.
Il problema più rilevante è che a un prezzo di €249 mancano completamente LDAC e aptX, i codec hi-res universali.
Personalmente è la nota più dolente di questo prodotto.
Per chi usa uno smartphone Android non Samsung, non esiste alcun modo di accedere all’audio ad alta risoluzione.
3. ANC e Suono ambientale — un netto passo avanti, ma non ancora al vertice assoluto
I Buds3 Pro erano stati criticati per un’ANC addirittura inferiore ai Buds2 Pro.
Con i Samsung Buds4 Pro e l’Adaptive ANC 2.0 la situazione è cambiata in modo evidente.
Secondo le misurazioni di SoundGuys, con ANC al massimo gli auricolari bloccano in media l’84% del rumore nella gamma udibile, con risultati particolarmente efficaci sui rumori a bassa frequenza come metro e motori di aereo.
Tuttavia non siamo ai vertici assoluti.
Nella fascia 500 Hz–1,1 kHz — voci, chiacchiere da bar, brusio d’ufficio — l’efficacia cala, e le conversazioni non vengono isolate completamente.
Ecco come si posizionano i Galaxy Buds4 rispetto alla concorrenza:
| Prodotto | Livello ANC |
|---|---|
| Bose QC Ultra Earbuds 2 | Attuale riferimento |
| AirPods Pro 3 / Sony WF-1000XM6 | Fascia alta |
| Galaxy Buds4 Pro | Premium (subito sotto la fascia alta) |
| Galaxy Buds3 Pro | Medio-alta |
La modalità Suono ambientale è giudicata molto naturale: i suoni esterni arrivano come se non si indossassero auricolari.
Il Rilevamento voce (Voice Detect) è altrettanto comodo: quando inizi a parlare con gli auricolari indossati, il sistema passa automaticamente alla modalità Suono ambientale.
La funzione Rilevamento sirene (Siren Detect), se attivata, fa lo stesso quando rileva suoni di emergenza come un’ambulanza.
Sia sull’ANC che sul Suono ambientale sono emersi alcuni problemi iniziali, che approfondiamo nella sezione dedicata più avanti.
4. Batteria — autonomia limitata, ma c’è una ragione precisa
La batteria degli auricolari dei Samsung Buds4 Pro è da 57 mAh (nominale) / 61 mAh (tipica), con custodia da 530 mAh: un leggero incremento rispetto alla generazione precedente.
L’autonomia dichiarata è di 6 ore con ANC attiva e 26 ore totali con custodia.
Nelle misurazioni di SoundGuys il dato reale si è attestato a 6 ore e 1 minuto, praticamente in linea con il valore ufficiale.
Abbassando il volume si può arrivare fino a 7 ore, secondo alcuni test.
Il confronto con la concorrenza, però, evidenzia un gap di circa 2 ore:
| Prodotto | Autonomia ANC ON | Architettura driver |
|---|---|---|
| AirPods Pro 3 | 8 ore | Singolo dinamico |
| Sony WF-1000XM6 | 8 ore | Singolo dinamico |
| Galaxy Buds4 Pro | 6 ore | Doppio (dinamico + planare) |
Il dato sembra penalizzante. Ma se si guarda la capacità della batteria, il discorso cambia.
I 57–61 mAh dei Samsung Buds4 Pro sono addirittura superiori ai 56 mAh degli AirPods Pro 3.
Sony WF-1000XM6 e Bose QC Ultra 2 non dichiarano la capacità degli auricolari, ma i valori in questa fascia sono generalmente simili.
☑️ Non è la batteria a essere piccola: è il consumo a essere maggiore
La differenza la fa l’architettura dei driver.
I concorrenti usano tutti un singolo driver dinamico.
I Buds4 Pro montano un sistema a due vie: woofer dinamico da 11 mm (bassi) e tweeter planare magnetico da 5,4 mm (alti).
Il driver planare fa vibrare l’intera membrana in modo uniforme, garantendo alti più dettagliati, maggiore risoluzione e meno distorsione.
È proprio grazie al driver planare che quasi tutte le testate indicano la qualità audio come il punto di forza principale.
Ma il prezzo da pagare è un consumo energetico superiore.
In sostanza, le 6 ore dei Buds4 Pro non sono il risultato di una batteria insufficiente, ma il compromesso necessario per offrire un audio ai vertici della categoria.
È una scelta di progetto da parte di Samsung, che ha dato priorità al suono.
Se per te la qualità audio conta più dell’autonomia, è un compromesso che ha senso; se invece hai bisogno di più di 6 ore consecutive, è un aspetto da mettere in conto.
In modalità SSC UHQ l’autonomia può scendere fino a 4,7 ore, quindi se usi spesso la modalità hi-fi, conviene abituarsi a riporre gli auricolari nella custodia per una ricarica intermedia.
La ricarica avviene tramite USB-C, Qi wireless e condivisione wireless della batteria.
Un’assenza che pesa: non c’è la ricarica rapida.
Sony WF-1000XM6, ad esempio, offre 1 ora di riproduzione con soli 5 minuti di carica. Considerando l’autonomia già contenuta, la mancanza di ricarica rapida è un limite concreto.
5. L’ecosistema Samsung — se non hai un Galaxy, leggi con attenzione
Buona parte delle funzioni dei Samsung Buds4 Pro è riservata ai dispositivi Galaxy.
| Contesto | Funzioni disponibili |
|---|---|
| Smartphone Samsung Galaxy | HD Voice, audio UHQ, 360 Audio, Bixby/Gemini, Interprete, Gesture della testa, Gaming Mode |
| Android non Samsung | ANC, Suono ambientale, EQ base, controlli touch (serve l’app Galaxy Wearable) |
| iOS / PC | Connessione Bluetooth base, chiamate standard, ANC, Suono ambientale |
☑️ Niente multipoint Bluetooth
Il multipoint permette di mantenere la connessione attiva con due dispositivi contemporaneamente, passando automaticamente a quello che riproduce audio.
I Galaxy Buds4 Pro non supportano questa funzione.
In alternativa c’è Auto Switch, che funziona però solo tra dispositivi Samsung.
E non si tratta di una connessione simultanea: il sistema disconnette il dispositivo corrente e si riconnette a quello nuovo, con un leggero ritardo nella transizione.
Questo significa che combinazioni come smartphone Galaxy + notebook Windows o Galaxy + iPad non sono coperte, il che per molti utenti è una limitazione importante.
Nel 2026, l’assenza del multipoint su un prodotto da €249 è un punto debole che la maggior parte delle testate ha evidenziato.
La sintesi della community è molto chiara:
“Con un Galaxy è un acquisto consigliato, senza diventa discutibile.” Personalmente, è una valutazione che trovo difficile da contestare.
6. Nuove funzioni — più utili del previsto
Le Gesture della testa (Head Gesture) sfruttano i sensori di movimento integrati per rilevare i movimenti del capo.
Annuisci per accettare una chiamata, scuoti la testa per rifiutarla.
Un utente su Reddit ha descritto l’esperienza di rispondere annuendo mentre cucinava, faceva la spesa o correva: praticità al massimo, imbarazzo quasi zero.
E la tendenza nei commenti è chiara: si finisce per usarla più spesso di quanto si pensi, soprattutto quando le mani sono occupate.
Per ora la funzione è limitata alla gestione delle chiamate e richiede One UI 8.5 o superiore e Bixby attivato.
Anche Live Translate (traduzione simultanea) si è rivelata una funzione apprezzata.
Abbinata a un Galaxy S26, supporta 22 lingue — italiano incluso — e funziona sia in chiamata sia nelle conversazioni faccia a faccia.
In chiamata, le parole dell’interlocutore vengono tradotte e riprodotte direttamente negli auricolari.
Di persona, ciò che dice l’altra persona arriva tradotto nelle tue orecchie, mentre la tua risposta viene tradotta e riprodotta dallo speaker del telefono.
Un’esperienza più fluida rispetto alle classiche app di traduzione che richiedono di mostrare lo schermo a turno.
Sia le Gesture della testa che Live Translate sono funzioni interessanti, ma entrambe richiedono un dispositivo Samsung e dipendono dalla versione di One UI installata: un limite da tenere presente.
7. Dopo un mese dal lancio: i problemi iniziali
I Samsung Galaxy Buds4 Pro hanno punti di forza evidenti, ma sarebbe scorretto ignorare i problemi segnalati dalla community nel primo mese.
Se stai valutando l’acquisto, questa sezione merita la tua attenzione.
☑️ Rumore bianco / hiss — il problema più segnalato
Nei thread di Reddit dell’11 e del 18 marzo il tema è emerso in modo ricorrente.
Con ANC o Suono ambientale attivati, diversi utenti riportano un sibilo meccanico tipo “shhh”, che non si presenta durante la sola riproduzione musicale.
Alcuni hanno ottenuto un miglioramento disattivando l’opzione “Suono ambientale durante le chiamate” nelle impostazioni, ma i risultati sono contrastanti: per alcuni il problema si riduce, per altri persiste.
L’ipotesi più probabile è una variabilità tra unità o un problema firmware, ma in mancanza di conferme ufficiali conviene verificare subito dopo l’acquisto.
☑️ Consumo anomalo della batteria della custodia
A fine marzo su Reddit sono emersi report circostanziati di consumo anomalo della custodia anche a riposo.
Diversi utenti hanno riportato un calo di circa 10% al giorno o 1% all’ora senza alcun utilizzo.
Le ipotesi più citate riguardano il segnale Bluetooth costante della funzione Trova (Find) e un possibile bug firmware, ma la causa precisa non è stata ancora identificata.
☑️ Sbilanciamento ANC tra i due auricolari — confermato su più unità
È il problema più serio segnalato sulla Samsung Community.
Un utente ha documentato lo stesso difetto (ANC nettamente più debole nell’auricolare sinistro) su quattro unità consecutive, dopo aver provato reset di fabbrica, sostituzione degli eartip, aggiornamento firmware e pulizia dei microfoni, il tutto senza risultato.
Per tutti e tre i problemi esistono anche utenti che dichiarano di non avere alcun difetto: non si tratta quindi di problemi generalizzati, ma il consiglio è di verificare con attenzione il proprio paio nei primi giorni di utilizzo.
8. Vale la pena passare dai Buds3 Pro?
Se usi i Buds3 Pro di Samsung, questa è probabilmente la domanda che ti interessa di più. Ecco cosa emerge dalle recensioni e dalla community.
☑️ Casi in cui il passaggio ha senso:
- Il comfort dei Buds3 Pro non ti soddisfaceva → il miglioramento è il più evidente
- L’ANC ti aveva deluso → è sensibilmente migliorata
- Fai molte chiamate e la qualità microfono conta → è salita ai vertici della categoria
- Le nuove funzioni come Gesture della testa e integrazione AI ti interessano
☑️ Casi in cui puoi aspettare:
- Sei complessivamente soddisfatto dei Buds3 Pro
- Speravi in un miglioramento dell’autonomia → la differenza è minima
- Usi un dispositivo non Samsung → le novità principali non saranno disponibili
Sul fronte del prezzo: in Italia i Galaxy Buds4 Pro costano €249, lo stesso prezzo di lancio dei Buds3 Pro.
Samsung ha mantenuto il listino invariato.
| Generazione | Prezzo di lancio Italia | Variazione |
|---|---|---|
| Buds2 Pro (2022) | €229 | — |
| Buds3 Pro (2024) | €249 | +€20 |
| Buds4 Pro (2026) | €249 | Invariato |
Il confronto con la concorrenza, al listino italiano, si presenta così:
| Prodotto | Prezzo di listino Italia |
|---|---|
| Bose QC Ultra Earbuds 2ª gen. | €349,95 |
| Sony WF-1000XM6 | €299 |
| Galaxy Buds4 Pro | €249 |
I Buds4 Pro costano €50 in meno dei Sony WF-1000XM6 e ben €100 in meno dei Bose QC Ultra Earbuds 2ª generazione.
In termini di rapporto qualità-prezzo, la posizione è competitiva.
Tuttavia Bose offre multipoint, codec universali e piena compatibilità con qualsiasi sistema operativo.
Sony supporta LDAC e multipoint.
Se non usi un Galaxy, la spesa in più per una di queste alternative potrebbe essere giustificata dalla maggiore versatilità.
💡 FAQ
✨ Conclusione
I Samsung Galaxy Buds4 Pro sono il prodotto più completo che Samsung abbia mai realizzato nella serie Buds, sia per qualità audio che per comfort.
L’ANC ha recuperato terreno in modo convincente rispetto alla generazione precedente, e la qualità del microfono in chiamata si colloca tra le migliori della categoria.
Le nuove funzioni come Gesture della testa e traduzione simultanea si sono rivelate più pratiche del previsto.
Restano aperti i problemi iniziali — rumore bianco, sbilanciamento ANC, consumo anomalo della custodia — e l’autonomia è inferiore rispetto alla concorrenza diretta.
Come abbiamo visto, la capacità della batteria è in realtà pari o superiore a quella dei concorrenti: è la struttura a doppio driver a consumare più energia.
Un compromesso di progetto a favore della qualità audio.
Scelta comprensibile, ma se hai bisogno di più di 6 ore consecutive di ascolto, è un aspetto da mettere in conto.
Soprattutto, il fatto che la maggior parte delle funzioni avanzate sia riservata ai dispositivi Galaxy è il fattore discriminante nella scelta.
In sintesi:
Se possiedi un Galaxy e la qualità audio e il comfort sono le tue priorità, i Galaxy Buds4 Pro a €249 rappresentano oggi la proposta più convincente sul mercato.
Se invece usi un dispositivo non Samsung, oppure autonomia e versatilità contano di più, i Sony WF-1000XM6 o i Bose QC Ultra Earbuds 2ª generazione meritano un’analisi attenta prima di decidere.
Personalmente, trovo che Samsung con questi Buds4 Pro abbia dimostrato un impegno serio sulla qualità audio.
Se i bug iniziali verranno risolti con gli aggiornamenti firmware — Samsung ha già distribuito patch correttive nel primo mese e il ritmo di aggiornamento è un buon segnale — il titolo di migliori auricolari per chi vive nell’ecosistema Galaxy è più che meritato.
Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.